Casi clinici con l’alimentazione: Buffo, gatto obeso

BUFFO è un micio europeo nero, maschio, di 10 anni d’età.

Buffo è un gatto obeso: pesa 9 kg mentre stimo che il suo peso ideale dovrebbe essere 5,5 kg.

Mangiava solo cibo industriale per gatti sovrappeso e a luglio decidiamo di passare ad un regime casalingo con restrizione calorica per farlo dimagrire.

Buffo ha accettato di buon grado il cambio di alimentazione, anche se rifiuta gli integratori e le verdure, per cui dobbiamo ricorrere a svariate sostituzioni.

Dopo svariati tentativi, abbiamo trovato il modo di bilanciare la dieta con gli alimenti per evitare qualunque integratore: il pesce azzurro gli formisce la vitamina D, il fegato la vitamina A, la farina di cuticole di psillio la fibra (poiché anche solo con 10 grammi di verdura lascia sdegnato il cibo in ciotola!) e la farina di gusci d’uovo il calcio.

Nonostante qualche difficoltà per i familiari, in poco più di un mese Buffo ha perso i primi 500 grammi.

In generale, è già più in forma, corre e salta con maggiore agilità.

A distanza di altri 4 mesi, Buffo ha perso un altro chilo: finalmente si intravede la linea della vita, il pelo è tornato lucidoe setoso e non ha più forfora.

I proprietari sono felici perché sembra ringiovanito, ha ricominciato a giocare con i topini,

Se ti interessa sapere in quali casi possa essere utile una dieta personalizzata, clicca qui.

Casi clinici con l’alimentazione: Dingo, cane anziano con insufficienza renale cronica

DINGO è un Golden Retriever, maschio, ha 11 anni

Dingo è sempre stato molto vorace, ma all’inizio dell’estate ha cominciato ad avere appetito capriccioso con uj notevole aumento della sete.

Nelle ultime settimane i familiari avevano osservato:

  • una progressiva diminuzione dell’entusiasmo,
  • Dingo aveva meno voglia di uscire e di giocare
  • si sdraiava a riposare non appena si fermavano.

Inizialmente avevano imputato la svogliatezza all’arrivo del caldo, ma non appena hanno osservato una diminuzione dell’appetito (insolita per Dingo), lo hanno portato in visita.

Gli esami del sangue evidenziano un notevole rialzo di tutti i parametri di funzionalità renale, mentre gli altri valori sono perfetti.

Prescrivo a Dingo un fitoterapico per sostenere la funzionalità renale e formulo immediatamente per lui una dieta bilanciata per pazienti nefropatici

La dieta per contrastare l’insufficienza renale prevede:

  • un adeguato bilanciamento tra i diversi nutrienti (proteine, grassi, carboidrati e fibre)
  • l’utilizzo di alcuni integratori naturali con azione antinfiammatoria e antiossidante.
  • particolare attenzione anche all’apporto calorico: il paziente renale tende a perdere peso e massa magra in particolare e uno degli obiettivi della dieta è arrestare questo processo
  • molto importanti sono anche i probiotici, che devono contenere diversi ceppi per compensare l’alterazione della flora microbica intestinale che sempre accompagna l’insufficienza renale
  • in alcuni casi può essere necessario anche un supplemento vitaminico
  • una scelta accurata degli ingredienti che stimolino l’appetito, quando carente.

Ovviamente non esiste una ricetta uguale per tutti: la dieta è sempre da ritagliare su misura, soprattutto se la si utilizza come elemento fondamentale della terapia.

Visite ed esami di controllo

Dopo un mese, due su tre dei valori si sono normalizzati.

Un solo parametro non è ancora rientrato nei range, ma è sensibilmente diminuito. 

Ripeteremo in autunno gli esami, mentre Dingo prosegue con gusto la dieta: ha ritrovato sia l’appetito che il piacere di uscire in passeggiata.

A distanza di altri 3 mesi tutti i parametri renali sono perfetti, Dingo sta bene e affronta con entusiasmo le sue giornate, nonostante non sia più giovane!

Casi clinici con l’alimentazione: Fanny, femmina di labrador epilettica

Fanny è una labrador femmina sterilizzata di 6 anni

Fanny è in terapia farmacologica da anni perché epilettica.

Improvvisamente 1 anno fa le crisi aumentano sia di intensità che di frequenza.

Nonostante l’aumento delle dosi del barbiturico e l’aggiunta di un nuovo farmaco anticonvulsivante, la situazione non migliora in maniera significativa e l’intervallo tra gli episodi scende a dieci giorni.

Ogni volta che si presenta una crisi, ne vengono due o tre al giorno per almeno due giorni consecutivi.

La prospettiva è quella di aumentare ulteriormente i farmaci, ma il dosaggio dei farmaci nel sangue rivela che in realtà il quantitativo somministrato è corretto.

Per di più, Fanny mostra già risentimento epatico: assume da anni i barbiturici e gli enzimi epatici sono alterati.

Quindi propongo alla famiglia di provare un cambio nutrizionale per affrontare la patologia prima di ritoccare ancora la dose dei farmaci antiepilettici.

Introduciamo la dieta per cani epilettici

Fanny era già alimentata da tempo con una dieta casalinga formulata in maniera bilanciata per cane adulto sano.

Propongo di sfruttare le proprietà dell’alimentazione per il cane epilettico.

Decidiamo di provare a passare ad una dieta bilanciata per pazienti neuropatici in modo da contrastare le crisi epilettiche. 

La prima formulazione non porta cambiamenti di rilievo, tanto che a gennaio aggiungiamo alle sue terapie un fitoterapico e un probiotico.

Nemmeno queste modifiche comportano miglioramenti della sintomatologia.

Passo quindi ad una seconda formulazione più restrittiva e finalmente Fanny inizia a migliorare.

Lentamente, da gennaio ad adesso l’intervallo tra le crisi passa da 15 giorni a 45 giorni, senza aver dovuto ritoccare ulteriormente le dosi dei farmaci anticonvulsivanti.

Follow up dell’alimentazione per cane epilettico

A distanza di un anno, l’intervallo tra le crisi è salito a 2 mesi e mezzo.

L’ulteriore risultato è stata la dimuzione del numero delle crisi: negli ultimi episodi Fanny ha avuto una sola convulsione che non si è ripetuta nei giorni successivi.

Casi clinici con l’alimentazione: Tancredi, meticcio con insufficienza renale cronica

Una dieta adeguata può aiutare ad affrontare svariate patologie, risolvendole completamente o attenuandone i sintomi con reali benefici sulla qualità della vita.

TANCREDI è un cane meticcio maschio di 11 anni di età

Tancredi è un bel meticcio da caccia, maschio. Lo vedo a luglio 2019 perché sta dimagrendo e manifesta un notevole aumento della sete.

Gli esami del sangue confermano che Tancredi è affetto da insufficienza renale cronica. Decidiamo di affrontare il problema con una dieta casalinga per pazienti nefropatici e con l’ausilio di integratori, probiotici e fitoterapici. Già dal secondo controllo, a novembre, gli esami appaiono completamente normalizzati e a distanza di circa 1 anno i valori ematici di Tancredi sono ancora perfettamente nei range. 

Casi clinici con omeopatia: Don Diego, cavallo con dermatite e alopecia

DON DIEGO è un cavallo argentino, nato in Argentina e domato lì.

Ha 18 anni, è sempre stato bene. Due anni fa è iniziata una dermatite diffusa quasi ovunque con alopecia, pelle molto calda, ispessita, forfora e prurito intenso. La pelle è molto sensibile: la muove, si strofina sulla ringhiera, è visibilmente infastidito se toccato. Peggiora in inverno.

Hanno provato a curarlo con diversi farmaci, ma senza risultati.

Gli preparo immediatamente un mix di fiori australiani per combattere i traumi passati e le allergie.

Poi analizzo il caso: considerando oltre ai traumi antichi, l’ambiente (vive in un maneggio molto piccolo, dove non pascola mai, Il paddock è fangoso, senza erba e c’è una scuderia che divide con un cavallo anziano con cui è tranquillo). 

Al campo o al pascolo non considera gli altri cavalli. Al pascolo si divertiva, correva e poi brucava e si rotolava.

Ha paura della proprietaria del maneggio: tenta la fuga, soffia dal naso, va in panico.

Odia la veterinaria, tenta di impennarsi, si irrigidisce e soffia poi si fa far tutto. Ha avuto per settimane dolore alla regione lombare.

Mi sembra dimesso, triste e poco comunicativo: aspetto che per un cavallo è molto importante, soprattutto con i conspecifici. Ritengo questo aspetto rilevante nella scelta del rimedio.

Insieme al rimedio, chiedo di cambiare mangime e consiglio bagni frequenti.

Il rimedio non ottiene risultati, ma convinta della scelta, alzo la potenza. 

Dopo 1 mese, messaggio:

È diventato molto dolce, quando arrivo mi appoggia il muso sulla spalla, prima non lo faceva. Ora mi cerca sempre, si fa montare volentieri anche a pelo. È molto sereno. Va molto bene anche con gli altri cavalli. Ha ancora qualche piccola lesione su coscia e base della criniera, ma la cute non è più così sensibile”. 

Proseguiamo il rimedio fino a scomparsa delle lesioni. La sento dopo un anno, sta ricomparendo la dermatite: è sufficiente riprendere il rimedio e in 2 settimane sparisce completamente.

Ora DON DIEGO  vive in un bel maneggio, pulito e ben tenuto, dove ha un ottimo rapporto con le persone che lo accudiscono. I paddock son d’erba, lui gira e bruca.

Lo sguardo è vivace e tranquillo. 

Casi clinici con omeopatia: Romeo, gatto rosso con dermatite e anoressia

ROMEO è un gatto rosso europeo nato nel 2005

Il motivo della visita è una dermatite cronica da 3 anni, curato finora con cortisone e antibiotici, con miglioramenti lenti e poco duraturi. Ha preso addirittura immunosoppressori senza risultati. La cute è arrossata, alopecica, con graffi profondi causati da auto traumatismi per il prurito intenso.

A 6 mesi è stata sterilizzato: non può più vedere il veterinario, diventa una belva.

Dal punto di vista caratteriale, è molto autonomo e prudente, è tranquillo. È molto legato alla padrona.

È molto giocherellone, sembra che rida: arriva con un gioco, aspetta in un posto anche ore, finché qualcuno lo considera e lo fa giocare. A seconda del punto della casa in cui le aspetta, loro sanno quale gioco voglia fare. 

Vuole considerazione: fissa finché non gli si parli. Sta ore fermo e composto e aspetta, anche per chiedere cibo, difficilmente piange. È molto paziente. 

Vuole poco il contatto e per pochissimo tempo. Sceglie spesso di rimanere da solo.

Ultimamente ha smesso di giocare, si gratta sempre. 

Durante la visita, il micio è chiaramente spaventato, tenta la fuga, ma inizialmente non graffia. Si è lasciato visitare, ma con difficoltà e per poco tempo. L’ultima volta che mi avvicino, soffia più deciso e minaccioso, ma controlla la sua aggressività.

Noto che la pupilla destra è notevolmente più dilatata. Gli prescrivo un rimedio omeopatico che mi sembra simile al suo caso.

Dopo 1 mese, ha ancora graffi solo sul collo, il prurito è meno insistente. È più tranquillo e docile. Si è lasciato curare, tornava indietro per farsi dare le gocce, se subito non le prendeva. Ha ripreso a giocare e l’appetito è tornato come prima. Sono riuscita a visitarlo con maggior facilità rispetto alla volta precedente, è spaventato, ma non tenta di scappare né si ribella. Verso la fine ha ringhiato, ma con minor convinzione dell’altra volta, io ho continuato e lui mi ha lasciato fare.

La pupilla destra è ancora leggermente più dilatata, ma decisamente meno che alla visita precedente.

Dopo un altro mese i sintomi sono scomparsi. 

Sospendiamo il rimedio che Romeo ha preso con successo ad ogni episodio di dermatite e di inappetenza, cambiando ogni tanto potenza. Dopo 8 anni,  smette improvvisamente di mangiare e vomita: diagnostico un linfoma intestinale diffuso, muore tranquillo nel sonno.

Casi clinici con omeopatia: Gilda, setter inglese affetta da attacchi di panico

GILDA ha 3 anni e mezzo, è un setter inglese di taglia media.

Gilda è giocherellona, vivace, non si stanca mai. È socievole sia con le persone che con gli altri cani, fuori si distrae facilmente e non obbedisce. 

Me la portano in visita per gli attacchi di panico nelle situazioni che non conosce e nei viaggi (loro fanno lunghe vacanze itineranti).

Quando la tolgono dalla routine, va in tilt. Vuole stare in casa sua, l’ambiente conosciuto la rassicura. 

In viaggio va in panico, sbava, vomita, ansima, cerca di scappare, è terrorizzata, ha occhi sbarrati. Appena si spegne il motore si placa. 

Hanno fatto una vacanza da incubo: era isterica, voleva stare solo fuori, dovevano portarla dentro le varie case in braccio, fissava i muri spiritata, non toccava cibo. Era rilassata solo nelle passeggiate per i sentieri, correva felice. Al rientro verso casa cercava di scappare dal giardino. 

Tornati a Genova, ha dormito per 48 ore, usciva contenta e tornava a dormire. Ripresa la routine, è tornata il cane di prima. 

Ha il terrore dei fuochi d’artificio. Quando arriva il panico, non ragiona più, non c’è modo di riprenderla, se si spaventa, non capisce più nulla, bisogna tornare a casa.

Indecisa tra 2 rimedi, ne scelgo uno che sembra calmarla, ma l’effetto è effimero.

Prescrivo l secondo e non ne ho più notizie, quindi le mando una mail, cui risponde:

Buongiorno, che piacere leggerla!

La vacanza, per fortuna, è andata bene, Gilda non ha patito come gli altri anni, evidentemente la cura è quella giusta! Ben 4.000 chilometri, è stata tranquilla, ha mangiato, ha socializzato con altri cani, insomma non mi sembrava quasi il mio problematico cane.”

Dopo 1 anno, le chiedo ulteriori chiarimenti, se mi conferma la relazione tra i viaggi e il rimedio e se gliel’abbia somministrato in altre occasioni. Mi risponde che da quel viaggio durante il quale lo ha assunto giornalmente, non ha mai più somministrato nulla, Gilda ora viaggia tranquilla e non ha più avuto attacchi di panico.

Casi clinici con omeopatia: Gioia, bovara con gravidanza isterica

GIOIA è una femmina di razza Bovaro del Bernese, ha 4 anni.

Ha sofferto da subito la macchina. 

Mangia poco e vomita spesso, fa feci non formate, con muco. Si lecca molto, ingerisce il pelo e lo vomita. 

Cammina volentieri, è vivace, gioca volentieri, irruente. Salta addosso, corre, è molto agile. È allegra e socievole, va d’accordo con tutte le persone. 

Fa molta guardia. Brontola molto, protesta: se qualcosa non le va bene si lamenta. Continua finché ottiene oppure finché la sgridi. È furba. 

Con le cagne gioca, coi maschi va a simpatie. È gelosa degli altri cani.

Entra sempre prima in casa, prepotente, sale sul letto, ma solo se c’è il suo telo. 

Fa feste pazzesche ma poi comincia a mordere. Se la sgridano, va a cuccia sbuffando.

Ha il terrore dell’acqua, patisce anche i polpastrelli bagnati, non sporca se piove.

Ipersensibile ai rumori, alle campane, sirene. 

Dalla gravidanza isterica, è lamentosa, nervosa, ha molto latte, rovista nella cuccia. Il primo rimedio omeopatico, non ha cambiato il quadro, è solo andato via il latte.

Considero meglio il quadro generale. Col successivo rimedio, dopo pochi giorni mi scrive un messaggio: “appena iniziata la cura sono finiti i piagnucolii… è decisamente più tranquilla”.

In 3 settimane scompaiono vomito e diarrea e inizia a mangiare con appetito.

Dopo qualche mese mi scrive: “è inappetente di nuovo da alcuni giorni, dovrebbe andare in calore: potrebbe essere questo?”

Le dico di riprendere il rimedio. Gioia ricomincia a mangiare e in pochi giorni arriva il calore. Tutt’ora risponde bene al rimedio.

Casi clinici con omeopatia: Marlon, gatto affetto da grave anemia

MARLON era un gatto europeo, maschio di 8 anni, affetto da una grave anemia emolitica autoimmune. 

Tamponiamo con il cortisone le prime crisi violente e poi affrontiamo la patologia con l’omeopatia. 

Marlon è molto possessivo col cibo. Da quando è arrivato, la gatta di casa gli soffia e lo picchia, lui da piccino cercava protezione dai padroni

Sta per i fatti propri e quando vuole va in braccio. Se non sta bene, si isola nell’armadio.

Vuole l’incoraggiamento,, si siede, ti guarda, aspetta le coccole, poi mangia.

Nella scelta del rimedio considero l’anemia, la sensibilità ai rumori, il carattere mite ma riservato, i cambiamenti d’umore e il rapporto col cibo.

Cambio 2 rimedi: ognuno lo aiuta ma non in modo decisivo e i globuli rossi sono sempre decisamente bassi, anche se ha ripreso a mangiare. Le manifestazioni in risposta ai rimedi mi guidano verso un terzo rimedio che finalmente cambia il quadro.

Dopo 15 giorni, Marlon sta bene, inizia a prendere un pochino di peso, il pelo è lucido, senza più forfora. Mi raccontano che non è scappato con l’arrivo di ospiti sconosciuti e ha ripreso a giocare. 

In 6 mesi i valori dell’emocromo si sono stabilizzati. 

Nelle crisi successive ha risposto bene al rimedio per anni, finché dopo 4 anni la malattia si è irrimediabilmente aggravata.

Casi clinici con omeopatia: Gigione, gatto con cistite da cristalli (calcoli urinari)

GIGIONE è un gatto europeo bianco e grigio che ha 4 anni.

È stato il primo gattino della nidiata a nascere e la mamma l’aveva scartato. Gliel’hanno attaccato alla mammella per farlo riprendere e a quel punto la mamma l’ha accettato, lui le stava sempre appiccicato, mentre le sorelle esploravano in giro. 

Gigione non si fa mai prendere in braccio, si mette vicino e cerca le coccole, ma si può accarezzare solo quando decide lui, altrimenti se ne va, non ha mai aggredito. È gelosissimo, se lei accarezza prima la sorella, Gigione non vuole più essere toccato, si scosta. 

Con la sorella è aggressivo, la prende sul collo, la scaccia, non giocano mai: lei è tranquilla, lui arriva, la aggredisce, soprattutto quando dimostrano attenzioni a lei.

Sembra sempre preoccupato, le orecchie in costante movimento, anche quando dorme. Difende il territorio dagli altri gatti. Si spiega benissimo, quello che vuole, comunica molto, fa capire che coccole vuole e in che punto. Teme i rumori forti, e le novità, gli sconosciuti, soprattutto uomini. 

Fin da piccolo, soffre di congiuntiviti e di cistiti con cristalli di struvite, ha il pelo brutto, opaco, con forfora. Mangia e beve molto.

Prescrivo un rimedio omeopatico che individuo considerando la gelosia, la difesa del territorio, le aggressioni agli altri gatti, le paure e la cistite recidivante.

Dopo 1 mese, cerca di più il contatto coi familiari, alla sera si sdraia su di loro. Gli occhi sono guariti, non sporca più fuori dalla lettiera e all’esame delle urine i valori sono rientrati e i cristalli diminuiti .

Ha ancora forfora ma il prurito è solo occasionale. 

Nel suo territorio, non ha mai accettato nessuno, ora è arrivato un gattino piccolo e remissivo e lui lo ha accettato. A distanza di 5 anni, Gigione non ha mai più avuto cistiti.