Cani e bambini. I vantaggi di vivere con un cane fin da piccoli

Il rapporto tra cani e bambini è benefico fin dalla più tenera età. Gli animali domestici non solo promuovono valori come la responsabilità e contribuiscono a sviluppare l’empatia, ma migliorano anche le funzioni cognitive e le capacità di comunicazione dei bambini.

In che modo i cani contribuiscono allo sviluppo infantile?

Aiutano i bambini a gestire meglio le proprie emozioni

I cani potenziano l’equilibrio emotivo, riducendo stati quali ansia, depressione e ira. Di fatto, la maggior parte dei bambini parlano con i loro animali perché sono convinti che questi comprendano il loro stato d’animo.

Uno studio condotto dalla Fondazione Affinity ha rivelato che il 94% dei bambini riconoscono di sentirsi meglio quando hanno un animale vicino. Per questo motivo ricorrono ai loro animali in cerca di tranquillità e sicurezza quando vivono emozioni quali rabbia, tristezza o frustrazione.

Tali dati suggeriscono che i cani aiutano i bambini a gestire meglio le loro emozioni, esercitando un effetto tranquillizzante. Tale effetto può essere, in parte, dovuto ai meccanismi fisiologici che si attivano quando i bambini entrano in contatto con gli animali, poiché l’aumento di ossitocina riduce lo stress psicologico.

D’altro canto, l’affetto elargito dai cani, aspetto riconosciuto dal 92% dei bambini intervistati, contribuisce anche a soddisfare le esigenze di affetto dei piccoli, trasmettendo loro una sensazione di sicurezza e tranquillità emotiva.

Insegnano valori

Nello studio della Fondazione Affinity, oltre il 55% dei bambini hanno riconosciuto il fatto che i cani insegnano loro a rispettare le differenze, motivandoli a trattare bene gli altri e ad essere responsabili.

Quando l’animale diventa un ulteriore membro della famiglia, il bambino impara a rispettarlo come tale. E impara anche ad accettare le differenze, uscendo dalla visione egocentrica che predomina durante i primi anni dell’infanzia e assumendo un atteggiamento più empatico.

La convivenza con un animale sviluppa inoltre un comportamento più responsabile nei bambini, soprattutto quando si rendono conto che la sopravvivenza del cane dipende dalle cure elargite dalla famiglia. Il bambino è più consapevole dell’impatto delle sue azioni sul benessere dell’animale, perché percepisce che questi risponde positivamente alle cure e all’affetto che riceve. Questo rapporto getterà anche le basi per l’amore e il rispetto nei confronti degli animali e della natura.

Stimolano il linguaggio nei bambini piccoli

Avere un cane a casa fin da quando il bambino è piccolo stimola l’acquisizione del linguaggio e migliora le capacità verbali dei bambini, come suggerito da uno studio dell’Università statale del Kansas. Secondo questa ricerca, realizzata con bambini di età compresa tra i 3 e i 6 anni, la presenza di un animale da compagnia contribuisce positivamente al loro sviluppo intellettuale.

L’effetto benefico sul linguaggio potrebbe essere dovuto al fatto che i cani rappresentano uno stimolo interessante per i bambini, che li sprona prima a balbettare e poi a stabilire un dialogo. Come accade con gli amici immaginari, quando i bambini parlano con i loro animali domestici non solo migliorano la dizione, ma acquisiscono anche le abilità sociali necessarie per interagire con i loro coetanei.

Potenziano le capacità cognitive

Gli animali da compagnia sviluppano inoltre positivamente lo sviluppo cognitivo infantile. Uno studio svolto dall’Università statale di New York ha rivelato che i bambini in età prescolare sono più precisi e rapidi nel riconoscere gli oggetti quando sono in compagnia di un cane. Uno studio precedente, condotto dagli stessi ricercatori, ha confermato che i bambini hanno bisogno di un minore orientamento per svolgere funzioni cognitive quando sono in compagnia di un animale domestico.

Un’altra ricerca realizzata presso l’Università della California ha rivelato che l’inserimento di un cane nei programma terapeutici per bambini affetti da ADHD (disturbo da deficit di attenzione/iperattività) contribuisce a ridurre i sintomi principali di questo disturbo: impulsività, iperattività e mancanza di attenzione. Inoltre migliora la fiducia dei bambini e ne rafforza l’autostima. Questi risultati suggeriscono che la semplice presenza dei cani ha effetti positivi immediati sulle funzioni cognitive, tra cui memoria, categorizzazione, attenzione e autocontrollo. Ciò dipende dal fatto che questi animali domestici riducono lo stress e forniscono supporto emotivo. È quindi plausibile pensare che la presenza di animali domestici in casa abbia un’influenza positiva tangibile sullo sviluppo cognitivo e sul rendimento scolastico dei bambini.

Perché il gatto sporca fuori dalla lettiera?

Le sgradite eliminazioni inappropriate del gatto sono un segnale di disagio emotivo o fisico (non sono dispetti).

I gatti interi puberi utilizzano gli schizzi di urina per demarcare il proprio territorio. Dopo la sterilizzazione, ricominciano a sporcare solo nella cassetta, a meno che l’intervento sia stato eseguito tardivamente, dopo mesi o anni in cui il gatto abbia marcato il territorio. In quel caso, potrebbe essere diventata un’abitudine permanente.

Svariati motivi possono indurre il gatto castrato a sporcare fuori dalla lettiera: 

  • la posizione della cassetta (che deve essere in un luogo tranquillo, lontano dal passaggio e dalla zona dove mangia e beve), 
  • la sua forma (alcuni gatti prediligono le cassette chiuse, altri quelle aperte),
  • il tipo di sabbia
  • un periodo di disagio (arrivo di nuovi animali o persone in casa, vessazione da parte degli altri animali di casa, spostamenti di mobili, traslochi, desiderio di uscire all’esterno qualora non sia possibile…), 
  • la noia (assenza o penuria di distrazioni, di giochi, di possibilità di arrampicarsi ed esplorare…)
  • la sofferenza (infiammazione del tratto uro-genitale, in particolare cistiti, calcolosi vescicali, ma anche artrosi o artriti, coliche, dermatiti con prurito intenso).

Il consiglio è quello di escludere per prima cosa le eventuali patologie con una visita e un esame delle urine (per evitare di trascurarle, perdendo tempo utile). 

Come si raccolgono le urine?

Esistono in commercio delle sabbie apposta, non assorbenti. È importante, prima di usarle, svuotare la lettiera dalla sabbia e lavarla accuratamente. Nella confezione trovate una pipetta con cui raccoglierle e una provetta in cui versarle. 

In alternativa potete usare un sacchetto di lenticchie sciacquate. Le urine in questo caso devono essere raccolte appena fatte con una siringa senz’ago e poi trasferite in un contenitore, acquistabile in farmacia. Le urine vanno portate al più presto dal veterinario (e comunque entro le 24 ore, conservandole a temperatura di frigorifero).

Qualora l’animale risultasse sano, allora bisognerà analizzare le sue abitudini, il suo carattere e le caratteristiche dell’ambiente in cui vive per identificare uno o più fattori stressanti e intervenire, modificandoli.

Conosci le piante velenose per gli animali domestici?

Ti riporto un elenco di alcune piante che è bene tenere lontane dagli animali domestici:

Sono sufficienti piccole quantità di Lilium per provocare insufficienza renale nel gatto.

La Cannabis provoca sintomi come diarrea, vomito, difficoltà di coordinazione, aumento della frequenza cardiaca.

Bastano uno o due semi di Cycas revoluta per scatenare vomito, diarrea, epilessia ed insufficienza epatica nei nostri pets.

I bulbi di tulipani e narcisi contengono tossine che provocano irritazioni gastrointestinali, salivazione profusa, perdita di appetito, convulsioni ed anomalie cardiache.

L’azalea ed il rododendro generano diarrea, vomito, salivazione profusa, perdita di appetito, convulsioni e possono portare l’animale alla morte per arresto cardiocircolatorio.

L’oleandro contiene sostanze che causano anomalie nel corretto funzionamento del cuore, irritazione gastrointestinale, ipotermia ed in casi gravi la morte.

Il ricino contiene una proteina estremamente tossica per gli animali che causa dolori addominali, diarrea, sete eccessiva, senso di debolezza e perdita di  appetito. L’avvelenamento da ricino può portare il pet alla disidratazione, generare spasmi muscolari, convulsioni, tremori e nei casi gravi addirittura il coma e la morte.

Le radici del ciclamino sono tossiche. Se l’animale le ingerisce possono insorgere vomito e sintomi di irritazione gastrointestinale.

Le Kalanchoe contengono sostanze irritanti per il tratto gastrointestinale, capaci di alterare il ritmo e la frequenza cardiaca, compromettendo gravemente la funzionalità del cuore.

Il Tasso provoca gravi danni al sistema nervoso centrale, causando l’insorgenza di tremori, difficoltà respiratorie e problemi di coordinazione. Altri possibili effetti sono irritazione gastrointestinale ed insufficienza cardiaca, con conseguenze anche fatali per l’animale.

L’Amaryllis contiene tossine che possono scatenare vomito, diarrea, dolori addominali, ipersalivazione e tremori.

Il Colchinum autunnale può causare irritazione della mucosa orale, vomito con presenza di sangue, diarrea, shock, gravi danni alla funzionalità degli organi vitali ed al midollo osseo.

Il Crisantemo può causare all’animale disturbi gastrointestinali, salivazione eccessiva, difficoltà di coordinazione, vomito e diarrea.

L’ingestione dell’edera comune provoca vomito, dolori addominali, ipersalivazione e diarrea.

Lo Spatifillo può causare irritazione della mucosa orale, salivazione eccessiva, difficoltà nella deglutizione, vomito e bruciore alla bocca, alle labbra ed alla lingua.

Il Pothos irrita la bocca, causando gonfiori, e provoca irritazioni gastrointestinali.

La Schefflera è molto comune in appartamento. Contiene cristalli di ossalato di calcio che irritano la bocca, le labbra e la lingua degli animali, provocando salivazione eccessiva, vomito, difficoltà a deglutire ed un forte bruciore.