Processionarie: qualche utile consiglio per evitarle e per limitare i danni se le incontrassi

Che cosa sono le Processionarie?

Le Processionarie sono farfalle che, in uno stadio larvale sono un bruco con sottili aculei sul corpo, estremamente caustici e urticanti perché secernono una sostanza molto acida, con cui si difendono dai possibili predatori.

Se il cane, il gatto o il cavallo le leccasse, inalasse o ingerisse potrebbe andare incontro ad una grave reazione allergica, fino all’anafilassi oppure ad una severa infiammazione locale che può portare anche alla necrosi dei tessuti.

Processionarie: stagioni e luoghi in cui si trovano

In teoria ad aprile, ma spesso prima, dai nidi delle Processionarie escono questi bruchi pelosi che si spostano appunto in processione, in fila, uno dietro l’altro.

Nella forma larvale, in Italia, la processionaria è un parassita prevalentemente di querce e pini (silvestri, nero, cedri e larici).

Le farfalle depongono le uova sugli aghi di pino e sulle querce. Le uova si trasformano poi in larve senza peli urticanti e divorano gli aghi di pino e le foglie delle querce.

In autunno, ai primi freddi, formano dei grandi nidi che sembrano palle di cotone sulle punte dei rami delle conifere e lungo i tronchi delle querce.

Tra febbraio e aprile, ma in alcuni anni fino a giugno, dai nidi escono le larve, che in quello stadio sono rivestite da peli urticanti.

Scendono dagli alberi per penetrare in profondità nella terra dove diventeranno crisalidi, che si trasformeranno in farfalle con il caldo estivo.

La fase larvale pericolosa

Questa migrazione è la fase pericolosa perché porta le larve pelose di Processionarie, molto caustiche e urticanti a possibile contatto con i nostri animali.
Si riconoscono per il loro tipico movimento in fila indiana, vicine l’una all’altra.

Che fare per prevenire?

  • Se in inverno, quando i nidi sono ben visibili e non pericolosi, vedi che una zona è piena di nidi, prendi nota ed evita quel posto per le passeggiate in primavera!

  • Ti consiglio di segnalare la zona al comune e alle autorità competenti, in quanto sono potenzialmente pericolose, non soltanto per gli animali, ma anche per le persone. Potranno rimuovere i nidi prima che le larve scendano dagli alberi.

  • Se sai che nella zona sono stati fatti trattamenti, evitala lo stesso, perché le larve sono pericolose anche da morte, in quanto i peli restano urticanti, quindi attendi che i nidi siano stati rimossi. In teoria i trattamenti antiparassitari andrebbero fatto in autunno, quando le larve non possiedono ancora gli aculei.

  • Se hai un orto nelle vicinanze, utilizza guanti spessi per raccogliere frutta e verdura e lava bene tutto prima di somministrare o assumere il cibo.

    • Ricorda che ore in cui le larve si muovono di più sono quelle più fresche.

Come affrontare l’emergenza del contatto con le arve di processionarie?

In primavera (o tardo inverno se le temperature fossero già miti) porta sempre con te nelle tue passeggiate:

  • un mix di acqua e bicarbonato (almeno 3 cucchiai da minestra in un litro d’acqua) e una siringa grossa senza ago. Oppure puoi portarti un sacchetto di bicarbonato e acqua a parte e fare una pastella dei 2 nella mano e passarla sulla parte lesa (di solito la lingua);

  • un paio di guanti usa e getta per pulire la parte lesa sulla quale passerai abbondante acqua e bicarbonato;

  • APIS 200 CH da somministrare i caso di reazione allergica e CANTHARIS 200 CH da somministrare in caso di reazione infiammatoria locale, ma solo dopo averne parlato col tuo veterinario che valuterà se l’energia vitale del tuo fedele amico sia tale da poter assumere i rimedi in quella potenza e se siano quelli le sostanze più adatte per lui in un caso del genere.

Emergency pet o Rescue Remedy da somministrare ogni 10 minuti finché il dolore si calma. Se l’animale è stato colpito sulle mucose orali, puoi spalmarli sulle parti del corpo che non hanno pelo, perché si assorbano attraverso la cute.

La tempestività è determinante: quanto prima rimuoverai gli aculei dalla parte lesa, tanto minori saranno gli effetti nocivi.

Il contatto con questi finissimi aghi provoca lesioni di gravità differente a seconda della parte coinvolta e della quantità di peli presenti (naso, mucosa boccale, lingua, palato, mucosa nasale, occhi ecc).

Che succede all’animale in seguito al contatto con le larve di processionarie?

I sintomi si presentano molto rapidamente, da qualche minuto a qualche ora dal contatto.
A seconda della zona colpita, della quantità di peli urticanti venuti a contatti e se questi siano stati toccati, inalati o ingeriti, si potranno presentare sintomi differenti:

  • scialorrea (ipersalivazione)
  • irritazione, infiammazione, abrasioni, vesciche, ulcere su pelle e mucose
  • dolore
  • febbre
  • lingua rossa, violacea, bluastra o grigiastra
  • edema  della lingua (che si gonfia se l’animale lecca o prende in bocca la larva o in caso di reazione allergica sistemica)
  • abrasioni o ulcere
  • congiuntivite se il contatto è avvenuto con gli occhi
  • difficoltà respiratoria a causa del gonfiore della lingua o della gola
  • tosse
  • malessere generale
  • nervosismo
  • prurito
  • vomito
  • abbattimento
  • anoressia per l’infiammazione delle mucose, soprattutto di bocca e lingua.

Nei casi più gravi, soprattutto qualora non si intervenga per tempo, si possono avere necrosi di porzioni della lingua.

Soprattutto se le larve venissero ingerite, si potrebbero verificare anche:

  • infiammazione acuta dell’esofago e stomaco
  • edema (gonfiore) della glottide, con possibile soffocamento
  • diarrea con sangue
  • vomito con sangue
  • dolore addominale
  • scolo nasale anche con epistassi (perdita di sangue dal naso) in caso di inalazione dei peli.

Concludendo, che puoi fare?

Innanzitutto, se vedi processionarie, cambia zona per la passeggiata!
Se malauguratamente il tuo animale venisse in contatto con i peli urticanti della processionaria:

  • Chiama subito il tuo medico veterinario o un pronto soccorso vicino.

  • Rimuovi coi guanti e ancor meglio con delle pinzette la larva attaccata alla pelle dell’animale.

     

  • Lava in abbondanza tutte le parti che hanno avuto contatto con la larva, con un mix di acqua e bicarbonato che tamponerà l’infiammazione, alzando il pH della sostanza urticante (che è molto acida) e riducendo il suo potere caustico.

     

  • Cerca di rimuovere la maggior quantità di peli possibile con la miscela.

     

  • Usa sempre dei guanti per non ferirti tu stesso e utilizza una siringa senza ago spruzzando dentro la bocca, nelle narici, sugli occhi e dove vedi il rossore.

     

  • Utilizza i rimedi di pronto soccorso di cui ti ho parlato prima.

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  • Valuta col veterinario se utilizzare subito un cortisonico e per quale via somministrarlo.

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  • Recati in studio o in pronto soccorso più velocemente possibile.

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Floriterapia e gioco: grandi aiuti per cementare l’amicizia tra bimbi e animali

La convivenza tra animale e bambino è una preziosa opportunità di crescita e di arricchimento per entrambi.

Il gioco

Floriterapia e gioco sono entrambi strumenti molto utili.

Il gioco è un modo splendido per creare interazione e per cementare il loro legame.

È importante però seguire alcuni accorgimenti perché possa essere serena e piacevole per tutti.

Innanzitutto è necessario supervisionare i bambini quando giocano con gli animali.

Bisogna insegnare loro a conoscere il linguaggio di cane, gatto o coniglio, a rispettarli e a garantire il loro benessere.

Ti suggerisco di assisterli, almeno all’inizio per aiutare i bimbi a capire se ci siano giochi che i loro pet non amano e ad indirizzarli verso attività che piacciano ad entrambi.

È importante che l’animale non venga sorpreso mentre sta dormendo o mangiando, ma invece venga chiamato dal bambino che deve imparare ad attendere che il suo amico a quattro zampe ne abbia voglia.

In ogni caso è opportuno riservare al proprio animale uno spazio specifico tutto per lui, e far sì che qui possa davvero godere di momenti di tranquillità senza rischio di venire disturbato.

Giochi di attivazione mentale

Si possono insegnare ai bimbi i giochi di attivazione mentale per animali: questi svilupperanno l’intelligenza dei pet, li divertiranno e aumenteranno la loro autostima.

Infine rinforzeranno l’amicizia tra bambino e il suo amico a quattro zampe.

Allego alcuni dei tantissimi link che potete trovare in internet con suggerimenti di giochi fai da te:

  • Per il cane:

https://www.ilmiocaneleggenda.it/esercizi-mentali-per-i-cani/

https://www.dogshealth.it/news/giochi-mentali-per-cani-da-fare-in-casa/

  • Per il gatto:

https://bioradar.net/bionews/giochi-per-gatti-10-idee-per-realizzarli-con-il-fai-da-te/

https://www.animalpedia.it/4-giochi-di-intelligenza-per-gatti-fai-da-te-2364.html

Alcuni comportamenti utili da far apprendere al cane

Stabilire un’amicizia serena col gatto di casa

Stesso discorso anticipato per il cane vale per il gatto, per il quale è ancora più importante che il bimbo sappia aspettare il momento giusto in cui l’animale abbia voglia di giocare e non si senta disturbato.

Gli animali possono diventare ottimi compagni di giochi, ma ricorda sempre che non perdono mai le loro caratteristiche naturali.

In una relazione corretta, abitueranno il bambino a un rapporto e a una comunicazione soprattutto corporei (come per esempio tramite carezze e leccate, contatto fisico, olfatto, calore e movimento).

Ecco alcuni consigli pratici per una convivenza ottimale di animali e bambini:

  • Il bambino deve essere educato a rapportarsi in maniera corretta con l’animale:

    non sorprendere l’animale che dorme né toccare le sue cose o invadere il suo spazio critico;

  • Il bambino (se abbastanza grande) non deve andare addosso o dritto dal cane o dal gatto

    è bene che impari a sedersi poco lontano e chiamarlo a sé, aspettando che sia il suo amico a quattro zampe ad andare da lui;

  • È utile che il bambino e il pet siano abituati a passare del tempo insieme creando diverse abitudini che rafforzino il legame e creino fiducia reciproca.

    Per esempio far giocare abitualmente il bambino con il cane, fargli preparare la pappa, spazzolarlo, parlargli, portarlo a fare delle passeggiate (sempre con il genitore);

  • Educazione e rispetto

    I bambini devono essere educati a non spaventare gli animali e a rispettarne i luoghi di riposo e alimentazione;

  • Vigilare

    Mai lasciare un bambino piccolo solo col suo amico a quattro zampe per poter salvaguardare entrambi.

È importante ricordare che qualsiasi segnale negativo verso il bambino è preoccupante (fughe dell’animale all’arrivo del bimbo, tentativi di sottrarsi, ringhi, soffi, possessività su oggetti o sul cibo…).

Davanti a segnali del genere è indispensabile ricorrere al veterinario esperto in comportamento per la corretta integrazione dell’animale.

La floriterapia come ausilio emotivo

Floriterapia e gioco sono due strumenti molto importanti e consiglio di utilizzarli entrambi.

La floriterapia è di grande aiuto per facilitare:

  • l’apprendimento dell’animale,

  • la capacità di comunicare anche tra specie diverse,

  • il desiderio di stabilire un’amicizia profonda,

  • l’apertura del cuore,

  • l’accettazione profonda del cambiamento

    (per esempio all’arrivo di un bimbo in una famiglia in cui ci siano già animali.

La floriterapia australiana in particolare offre una vastissima scelta di rimedi floreali, ciascuno dei quali lavora su uno specifico aspetto relazionale ed emotivo.

Colpo di calore: qualche consiglio per evitarlo e affrontarlo

È arrivato il caldo: ti scrivo alcuni suggerimenti per evitare il pericoloso colpo di calore al tuo amico a quattro zampe.

Predisponi sempre angoli ombreggiati e ventilati in cui farlo riposare durante la giornata, sia nel giardino o terrazzo di casa che durante le gite, controllando che abbia sempre a disposizione abbondante acqua fresca.

Come regola generale, prediligi in estate cibi leggeri e facili da digerire e offriglieli nelle ore più fresche.

Se fa un caldo eccezionale, controlla la temperatura esterna nell’area in cui solitamente si trova l’animale: potrebbe essere troppo caldo per lasciarlo fuori, indipendentemente dalla quantità di acqua e ombra a disposizione.

Ti consiglio di evitare gare, sforzi eccessivi o attività sportive intense nei periodi caldi oppure scegli luoghi di montagna con temperature più miti.

Colpo di calore: alcuni suggerimenti pratici per evitarlo

  • Evita le ore calde per passeggiare col cane, soprattutto su asfalto e cemento (le lunghe passeggiate si possono fare la mattina presto e verso sera).

Ricorda che i cani (soprattutto quelli di taglia piccola e toy) e i gatti sono a stretto contatto con l’asfalto, che emana calore non solo nelle ore calde, ma anche dopo il tramonto: oltre al colpo di calore, l’animale può scottarsi le zampe sull’asfalto arroventato.

  • Limita l’esercizio fisico al mattino presto o alla sera tardi, quando la temperatura è più fresca e ricorda di portare con te una bottiglietta di acqua e una ciotola.

Meglio scegliere passeggiate all’ombra e su sentieri non asfaltati.

  • Può essere utile, in caso di gran caldo, bagnare la testa e il torace del cane o del gatto, con acqua fresca, ma non gelata.
  • Ovviamente, non lasciare mai gli animali chiusi in auto, nemmeno all’ombra (il sole si sposta e, comunque, dentro l’abitacolo le temperature possono diventare elevate in ogni caso) nemmeno coi finestrini socchiusi.

Se dovessi notare un animale chiuso all’interno di un’automobile presta attenzione ad eventuali sintomi di un colpo di calore. In questi casi un intervento immediato può salvargli la vita: se non riuscissi a rintracciare il proprietario dell’autovettura, chiama subito le forze dell’ordine. Fino al loro arrivo, è necessario cercare di creare ombra sistemando ad esempio alcuni giornali sul parabrezza e, nel caso in cui i finestrini non dovessero essere completamente chiusi, versa dell’acqua all’interno per bagnare l’animale o farlo bere.

Se viaggi con loro:

  • parti nelle ore fresche,
  • mantieni la temperatura dell’auto adeguata
  • prevedi delle soste.

Come puoi riconoscere il colpo di calore?

  • il cane o il gatto diventano irrequieti,
  • aumentano la frequenza respiratoria e cardiaca: ansimano e respirano affannosamente
  • respirano con la bocca aperta,
  • aumentano la salivazione (una schiuma densa),
  • a volte hanno difficoltà a deglutire
  • il vomito è frequente, con possibile presenza di sangue
  • a volte presentano anche diarrea, solitamente con tracce ematiche
  • la lingua e le gengive possono essere pallide oppure congeste (scure)
  • la pelle scotta
  • la disidratazione è evidenziata dalla sete estrema

Nelle condizioni più avanzate:

  • sono apatici, barcollano, in stato confusionale
  • lo svenimento è molto grave ed evidenzia un’estrema sofferenza. L’animale perde il controllo della vescica, dell’intestino e del corpo, crolla a terra e perde feci e urine
  • potrebbero sopraggiungere convulsioni
  • la debolezza e lo stato di incoscienza sono due campanelli di allarme molto seri: dall’apatia, gli animali diventano sempre più deboli finché si accasciano edè possibile che entrino in coma.

I soggetti che rischiano di più il colpo di calore:

  • quelli di piccola taglia,
  • i cani e i gatti brachicefali (cioè con il muso “schiacciato” come boxer, bulldog inglese, bulldogue francese, shar-pei, carlino, cavalier king charles, boston terrier, pechinese, shi-tzu, gatto persiano, exotic shorthair per citare i più comuni) meritano un attenzione maggiore. Per la loro conformazione anatomica, hanno importanti difficoltà respiratorie che il caldo può acuire pericolosamente,
  • i soggetti sovrappeso e gli obesi,
  • quelli col mantello scuro.

Colpo di calore: bisogna agire rapidamente per evitare complicazioni davvero gravi

  • sposta immediatamente l’animale al fresco, in un posto ventilato o vicino ad un ventilatore,
  • abbassa la temperatura corporea applicando un panno bagnato con acqua fresca (ma non ghiacciata per non creare uno shock termico) su testa, collo, gola, interno coscia e zampe. Intanto massaggia l’animale delicatamente per favorire il ripristino della corretta circolazione sanguigna.
  • strofina l’inguine con alcol
  • forniscigli pochissima acqua e molto lentamente
  • mettigli sulle gengive 3-7 gocce a seconda della taglia di Emergency pet (mix di fiori australiani) o 4 gocce di Rescue Remedy (mix di fiori di Bach) e ripeti la somministrazione finché non si riprende, anche ogni 10 minuti.
  • se puoi, dagli 2-3 granuli di Belladonna 30 CH sciolti in pochi ml di acqua minerale naturale, agita bene e spruzza in bocca con una siringa senz’ago,
  • portalo dal veterinario urgentemente perché possa stabilire l’entità del danno e mettere in atto le procedure mediche idonee: potrebbe essere necessario reidratare, fornire ossigeno (nei casi gravi con l’intubazione), verificare le funzionalità renali, epatiche e circolatorie.

Una volta risolta l’emergenza, prevedi almeno un paio di giorni di riposo assoluto in un ambiente fresco senza sottoporre il cane a ulteriori stress (per esempio un viaggio in auto).

Consigli pratici generali:

  • Se soffrono molto il caldo, potete acquistare i tappetini refrigeranti da mettere nella cuccia o in auto. Quando vengono immersi in acqua fredda, mantengono bassa la temperatura. Anche le bandane possono essere usate allo stesso modo.
  • Sistema in auto delle tendine parasole se avete in programma un viaggio lungo. Portati dell’acqua fresca per contribuire a mantenerlo idratato e fresco.
  • Potresti riempire d’acqua un flacone spray e spruzzarla sul cane, ma evita di farlo se hai usato questo metodo come punizione: il cane potrebbe pensare di aver fatto qualcosa di sbagliato
  • Anche i pet sono soggetti alle scottature solari, che possono portare conseguenze anche molto gravi: proteggili applicando una crema solare ad alta protezione alle estremità bianche, sulle punte delle orecchie e sulle zone glabre o con pelo rado prima di farli uscire.

Viaggiare con cani e gatti

Viaggiare con cani e gatti: andrai in vacanza con loro?

Stai programmando di viaggiare con cani e gatti? Se pensi di partire con aereo, treno o traghetto dovresti organizzarti per tempo per avere i documenti in regola.

La maggior parte delle compagnie di trasporti prevede questa possibilità a fronte di alcune regole che possono variare da compagnia a compagnia, per le quali è buona norma informarsi prima di acquistare il biglietto.

Come far viaggiare serenamente il tuo amico a quattro zampe

  • Affinché l’animale non subisca uno stress eccessivo, sarebbe una buona idea farlo abituare gradualmente al trasportino, nei casi in cui il viaggio lo preveda.
  • Il tuo amico potrebbe soffrire di cinetosi (mal d’auto): valuta a seconda del mezzo di trasporto che utilizzerai se questo possa scatenargli nausea.
  • Qualora pensi che i viaggi lo spaventino, ti consiglio di utilizzare rimedi che lo tranquillizzino, possibilmente di origine naturale. Sconsiglio di somministrare tranquillanti farmacologici che potrebbero avere pesanti rischi sulla salute, se non sotto stretto controllo del veterinario curante.
  • Se viaggerai in auto, potrebbe essere una buona idea abituarlo a brevi spostamenti nel periodo precedente il viaggio.
  • Meglio che sia l’animale sia digiuno e, se il viaggio fosse lungo, proponi poca acqua alla volta.

Gestione del trasportino

  • Ricorda di lavare dopo ogni uso il trasportino con acqua calda e un sapone delicato, senza profumazione: gli animali spaventati emettono dai polpastrelli alcune sostanze, i feromoni di allarme. Se non vengono rimossi, restano adesi nel tempo alla superficie su cui sono stati deposti e gli animali ne percepiranno l’odore anche a distanza di tempo. Si rifiuteranno quindi di entrare in un posto il cui odore “intima” loro di tenersene alla larga!
  • Lascialo in vista, se ne hai possibilità, invece di riporlo in un armadio e tirarlo fuori solo in caso di visite dal veterinario o viaggi. L’ideale sarebbe che diventasse una cuccia, una tana in cui riposare tranquillo, quindi buona norma potrebbe essere quella di foderarlo con un cuscino molto comodo, inserire i suoi giochi preferitiall’interno e lasciarlo in un posto della casa dove il tuo fedele amico ami riposare. Potresti anche fargli trovare qualche piccola leccornia al suo interno.
  • Quando dovrai prepararlo per il viaggio, fodera il cuscino con una traversina da poter cambiare durante il viaggio, leva il cibo (per evitare la nausea) e lascia i giochini all’interno.

Rimedi per il mal d’auto

Esistono diversi rimedi naturali per le cinetosi, da scegliere caso per caso:

  • durata e tipologia del viaggio,
  • costituzione del soggetto,
  • sintomi,
  • modalità e facilità di somministrazione.

Rimedi omeopatici:

  • Cocculus
  • Tabacum
  • Petroleum
  • Nux vomica

Floriterapia:

  • Il fiore di Bach Scleranthus combatte le vertigini associate allo spostamento, facilita l’adattamento a nuove situazioni.
  • Travel pets è un mix di fiori australiani studiato per contenere sia l’ansia che la nausea legate ai mezzi di trasporto. Io lo consiglio spesso, da quando l’ho sperimentato sul mio cane con risultati davvero sorprendenti. Lei soffriva l’auto anche in tragitti brevi, con nausea, ipersalivazione e vomito e ne era terrorizzata. Ho utilizzato il mix alcune volte e adesso viaggia serenamente anche nelle strade di montagna. Normalmente consiglio di somministrarlo 2 volte al giorno già qualche giorno prima, poi un’ora prima di partire e durante il viaggio al bisogno.
  • Rescue remedy è un mix di fiori di Bach nato per affrontare traumi fisici ed emotivi e forte stress emotivo, utilissimo nei viaggi.

Oli essenziali:

  • menta piperita, da usare solo se opportunamente consigliati da un terapeuta esperto per il rischio di reazioni allergiche.

Fitoterapia:

  • tilia tomentosa
  • passiflora
  • diversi mix di fitoterapici ad azione tranquillante formulate in gocce, spray, sciroppi, capsule, gelatine e compresse.

Feromoni di appagamento disponibili sotto forma di spray per il gatto e anche di collare per il cane.

Esistono tanti strumenti efficaci da valutare caso per caso.

Viaggiare con cani e gatti in aereo

In genere, ai cani di piccola taglia, ai gatti, ai conigli e agli altri animali di ridotte dimensioni che possono essere contenuti all’interno di un trasportino è consentito viaggiare con il proprietario in cabina.

I soggetti di media e grossa taglia, con la sola eccezione dei cani guida per non vedenti (purché dotati di museruola e guinzaglio), devono invece essere trasportati nella stiva pressurizzata, alloggiati in apposite gabbie rinforzate.

Prima di acquistare il biglietto dovrai verificare se quel determinato volo preveda scali in Paesi terzi, nei quali i diversi obblighi sanitari potrebbero comportare il fermo dell’animale per controlli sanitari o per la quarantena.

Ai pet in procinto di partire con l’aereo, potrai somministrare poca acqua, ma non il cibo (ad eccezione di specie come il coniglio che non dovrebbero mai digiunare).

Ti consiglio di valutare col veterinario l’opportunità di utilizzare prodotti antiemetici contro la nausea o tranquillanti, possibilmente naturali (è meglio non sedare il cane perché ad alta quota diminuisce la frequenza cardiaca, si abbassa la temperatura corporea e si rischia il collasso).

Viaggiare con cani e gatti in treno

Viaggiare con gli animali da compagnia nel nostro Paese in treno è piuttosto semplice:

– sia Trenitalia sia Italo ne permettono l’accesso al seguito del proprietario;

– per l’accesso sulle reti ferroviarie regionali, invece, le condizioni possono variare e per questo è necessario consultare i rispettivi siti.

In ogni caso, per viaggiare col cane, bisogna obbligatoriamente essere muniti del certificato di iscrizione all’anagrafe canina.

Nel caso di soggetti di piccola taglia, contenuti all’interno di un normale trasportino a mano, il viaggio è gratuito.

Per i cani di taglia maggiore, dai 10 kg in su, sarà necessario pagare un supplemento e potranno viaggiare solo se muniti di guinzaglio e museruola.

Conviene prenotare per tempo, indicando la presenza del cane o del gatto con la taglia, perché c’è un limite massimo di animali passeggeri per ogni treno.

Viaggiare con cani e gatti in nave o in traghetto

Ormai la maggior parte delle compagnie di navigazione consentono di viaggiare con i propri animali, ma anche in questo caso l’accesso a bordo potrebbe essere regolamentato in maniera diversa da compagnia a compagnia.

Pertanto, prima di acquistare il biglietto, ti consiglio di informarti sulla possibilità di portare il pet in cabina oppure, in caso di viaggio nella stiva o in coperta, sulle condizioni di trasporto e sull’eventuale documentazione sanitaria richiesta.

Viaggiare con cani e gatti in auto

  • Apri parzialmente il finestrino per permettere l’ingresso dell’aria fresca;
  • Mantieni nell’abitacolo una temperatura né troppo calda né troppo fredda;
  • Evita, nei limiti del possibile, brusche accelerazioni e frenate;
  • Tieni alla sua portata un gioco e la sua coperta;
  • Quando è tranquillo, gratificalo con un tono di voce tranquillo e rassicurante;
  • Quando si agita, si lamenta, abbaia o miagola, calmalo mantenendo sempre la voce tranquilla e rassicurante, per non rinforzare un atteggiamento di agitazione;
  • Ti sconsiglio di far uscire il gatto durante le soste: i rumori degli altri veicoli e l’odore di benzina sono elementi sgradevoli e ansiogeni.
  • Se il tragitto è lungo, se viaggi con un gatto, ricordati di mettere un po’ di lettiera o ancor meglio una traversina sul fondo del trasportino, prevedendo uno o due cambi, in modo da tenerlo costantemente pulito; se invece viaggi con un cane prevedi delle soste per farlo annusare un po’ e sporcare. Ricorda di tenerlo sempre al guinzaglio: i rumori dell’autostrada potrebbero spaventarlo e metterlo in pericolo se scappasse.
  • Porta con te il numero di telefono del medico veterinario di fiducia, per ricevere consigli in caso di dubbi e piccole urgenze;
  • Non lasciarlo mai solo in macchina: scegli uno dei numerosi autogrill che consentono l’accesso agli animali domestici.

Viaggiare con cani e gatti all’estero

Qualunque mezzo utilizzerai per il viaggio, se la destinazione fosse estera è necessario che il tuo fedele compagno abbia:

  • il microchip registrato all’anagrafe
  • la vaccinazione antirabbica effettuata almeno 21 giorni prima della partenza
  • il passaporto europeo in corso di validità
  • per entrare in Gran Bretagna, Irlanda, Finlandia e Malta dovrai far somministrare dal veterinario il trattamento contro l’Echinococco. Questa terapia andrà registrata sul passaporto.
  • la Svizzera e gli stati europei extra UE richiedono anche il certificato di buona salute redatto pochi giorni prima (in numero variabile a seconda dei paesi).
  • nella maggior parte dei paesi extra comunitari è richiesta anche la titolazione degli anticorpi contro la rabbia, quindi sarà necessario organizzare la partenza con ampio anticipo. Occorrerà aspettare almeno 20 giorni dalla vaccinazione, effettuare un prelievo di sangue e inviare il siero ad un laboratorio autorizzato. Quando arriverà il referto, dovrai portarlo al veterinario che lo registrerà sul passaporto.

Conosci il vero significato del detto “in bocca al lupo”?

Ti sei mai chiesta da dove arrivi questa espressione così diffusa?

Te ne voglio parlare oggi, perché non tutti conoscono la bellezza del significato del modo di dire “in bocca al lupo”.

Un augurio profondamente amorevole

L’augurio rappresenta l’amore della lupa che prende con estrema delicatezza in bocca i propri cuccioli per spostarli da una tana all’altra quando avverte un pericolo, per nasconderli al sicuro e proteggerli.

In bocca al lupo!

Nei secoli, alla frase “in bocca al lupo” si è attribuito un significato scaramantico, cioè di scongiurare che un evento futuro potesse diventare infausto.

Si è trasformata in un’espressione augurale che testimonia la profonda credenza del valore “magico” della parola.

Le paure lontane, ataviche e affondate nei secoli, si ritrovano oggi nel nostro linguaggio e vengono usate come simbolo di altri pericoli quotidiani.

Il lupo nell’immaginario collettivo

Il povero lupo nella fantasia popolare, nelle leggende e nelle fiabe ha sempre rivestito il ruolo del cattivo, la vera personificazione del “male”, un essere feroce, falso e insaziabile.

Il lupo rappresentava un potenziale grave danno per gli allevatori e i pastori, per i quali significava possibile perdita di pecore e agnelli.

È stato usato per minacciare i bambini “viene il lupo cattivo e ti mangia” e persino nei proverbi:

  • “il lupo perde il pelo e non il vizio”,
  • “un tempo da lupi”,
  • “essere un agnello tra i lupi”,

quasi sempre con accezione negativa.

L’unico proverbio che mi viene in mente in cui gli venga attribuita una virtù è “il lupo non mangia il lupo” che evidenzia la fedeltà dell’animale al proprio branco.

Crepi!

Si ritiene che l’origine della risposta “crepi” provenga da un frasario dei cacciatori, che auguravano davvero la morte al lupo perché lo ritenevano pericoloso per l’uomo.

Se riflettiamo, il termine “crepi” si usa nelle imprecazioni e per scongiurare malaugurio e allontanare ogni influsso negativo (per esempio “crepi l’avarizia!” e “che tu possa crepare!”).

“In bocca al lupo!” significa amorevole protezione

Esclamare “in bocca al lupo” è uno degli auguri più belli che si possa fare ad una persona.

Esprime la speranza che tu possa essere protetto e al sicuro dalle malvagità che ti circondano, come la lupa protegge i suoi cuccioli tenendoli in bocca, delicata ma salda.

Perché auspicarne la morte?

Da oggi in poi ti consiglio di non rispondere più “crepi!” ma “grazie di cuore!” oppure “viva il lupo!”.

Un’esperienza in mezzo ai lupi

Nel 1991, poco prima di laurearmi, ho passato un periodo emozionante e istruttivo in un centro di recupero di animali selvatici in Spagna.

Un’esperienza unica, che conservo nel cuore: ho allattato cinghiali appena nati, messo in incubatrice le uova di cicogna e nutrito i piccoli appena nati, ma in mezzo ai lupi ho vissuto le emozioni più profonde!

Sai riconoscere precocemente i sintomi nel gatto?

Sai riconoscere precocemente i sintomi nel gatto?

Il gatto spesso mostra i segni clinici delle patologie quando sono in stadio già estremamente avanzate.

Difficilmente si lamenta e mostra disagio in maniera esplicita: quando i segnali della sofferenza sono evidenti, spesso è tardi per intervenire efficacemente.

E’ quindi molto importante saper riconoscere precocemente i suoi sintomi.

Puoi riconoscere precocemente i sintomi

Coi controlli clinici regolari, è possibile effettuare la diagnosi precoce delle alterazioni metaboliche, quando sia ancora possibile guarirle o controllarle al meglio.

Altrettanto importante è che osservi con amorevole attenzione il tuo amico a quattro zampe e non trascuri nessun cambiamento emozionale e comportamentale che noti.

Tu che lo conosci a fondo saprai notare anche piccole variazioni che potranno aiutare il veterinario ad indirizzare la sua diagnosi.

Saper riconoscere precocemente i sintomi nel gatto ti aiuterà nel caso comparissero nel tuo micio.

Segnali da non trascurare

La riduzione dell’attività e del gioco così come i cambi di abitudini e di comportamento del micio possono essere un segnale di dolore cronico da non trascurare.

Una diagnosi tempestiva può rallentare gli effetti dannosi dell’infiammazione e dell’artrosi e migliorare decisamente la qualità di vita del nostro amico.

Un campanello d’allarme estremamente importante è l’aumento della sete: non è sintomo specifico di una sola patologia, ma è sempre da indagare.

Anche l’aspetto del mantello non è da trascurare: il pelo opaco, secco, che si annoda facilmente, così come la cute secca, magari con forfora possono indicare dermatiti, problemi alimentari, patologie ormonali o metaboliche.

  • Se il tuo micio:

    • riduce, aumenta o cambia la sua attività e i giochi
    • modifica le sue richieste di cibo o i suoi gusti
    • aumenta o diminuisce la sete
    • partecipa meno alla vita familiare o addirittura si isola
    • diventa più bisognoso di contatto e compagnia
    • manifesta reattività o aggressività, verso gli animali conviventi o i familiari
    • fa eliminazioni inappropriate (sporca fuori dalla lettiera) o si lamenta
    • vocalizza di più o di meno o se noti un cambio di voce
    • in generale cambia abitudini, carattere o comportamenti
    • se appare triste, svogliato, apatico, disinteressato o nervoso e irritabile
    • se sobbalza ad ogni rumore o al tocco
    • muta l’aspetto, il colore e lo stato del mantello, in punti localizzati o diffusi
    • riposa in posizioni diverse dal solito
    • mostra minore sicurezza nei movimenti, nei salti, nel gioco

    ti suggerisco di contattare il veterinario affinché verifichi quale sia la causa.

Saper riconoscere precocemente i sintomi nel gatto ti aiuterà a capire quando sia utile parlarne col tuo medico veterinario di fiducia.

In ogni caso, in assenza di evidenze, sulla mia pagina Facebook ho postato un’indicazione di massima della frequenza consigliata per i controlli.

Sai come si svolga una prima visita omeopatica veterinaria?

Se non ne hai mai fatte, probabilmente non sai come si svolga una visita omeopatica. Te lo sei mai chiesto?

Sperando ti interessi, oggi vorrei illustrarti come conduco una prima visita omeopatica.

Mentre aspetto che l’animale prenda confidenza e si rilassi, mi faccio raccontare tutta la storia del mio paziente.

Anamnesi completa nella prima visita omeopatica

A partire dal momento dell’adozione, mi interessa conoscere quali fossero le sue condizioni di salute, come abbia reagito all’incontro con la nuova famiglia e come si sia ambientato nella nuova casa.

Mi soffermo sulle sue caratteristiche comportamentali, sulle relazioni che ha con i familiari, con gli estranei, con gli altri animali conviventi o no.

Cerco di capire al meglio le sue emozioni, le sue paure, ciò che gli piaccia e che invece lo faccia arrabbiare.

Ambiente

L’obiettivo della visita omeopatica è non tralasciare nulla, comprese le reazioni a pioggia, vento, freddo, temporali, ai viaggi e ai mezzi di trasporto.

Chiedo anche come si comporti col bagno e quale rapporto abbia col cibo (animali voraci o con appetito capriccioso o che mangiano solo se in compagnia).

Relazioni e caratteristiche di specie e di razza

È interessante osservare le reazioni del paziente ai richiami, ai gesti e le sue risposte agli stimoli ambientali.

Valuto tutte queste informazioni riferendole alle caratteristiche etologiche della specie e della razza in questione.

Per esempio non considero sintomo in un Weimaraner la necessità di movimento quasi continuo e la tendenza al dimagrimento, ma gli stessi dati mi colpiscono se riguardano un Bulldog inglese, che è un soggetto generalmente tranquillo e pigro.

Mentre parliamo, osservo iI paziente: come si relazioni coi familiari, con me o con il collega veterinario curante.

Storia clinica e visita

Ovviamente dedico particolare attenzione a:

  • la sua storia sanitaria
  • lo stato clinico del momento (o visitandolo o raccogliendo i dati se in consulenza)
  • gli eventuali esami di laboratorio.

Prescrizione dopo la prima visita omeopatica

Analizzo quindi i dati raccolti, per giungere all’individuazione del rimedio omeopatico adatto al caso: applicando il principio di similitudine scelgo il rimedio che sia più simile ai sintomi clinici, alle caratteristiche emozionali e comportamentali del paziente.

La prescrizione si avvarrà di un solo rimedio alla volta (Omeopatia ad indirizzo Unicista)  e non sarà assolutamente standardizzabile per malattia, in quanto si basa su un approccio individuale, strettamente personalizzato.

Questa scelta terapeutica ha svariati vantaggi:

  • i costi estremamente contenuti
  • l’assenza di effetti collaterali se prescritta da un omeopata esperto
  • la possibilità di inserirla in un protocollo di medicina integrata senza che vi siano interazioni nocive
  • l’azione profonda sia sul sintomo clinico che sull’aspetto emotivo del paziente.

Casi acuti e patologie croniche

Nei casi acuti, ci si basa su rilievi essenziali e rapidi del quadro clinico in esame e l’efficacia del rimedio è rapidissima; è tuttavia importante valutare anche in questi casi il modo in cui il paziente si relaziona all’ambiente, ai proprietari, agli estranei.

Nei casi cronici ovviamente i tempi di risposta sono maggiori (esattamente come succede coi farmaci tradizionali).

L’importanza della visita omeopatica di controllo

Dopo la prima prescrizione, generalmente dopo un mese, effettuo la visita di controllo valutando l’evoluzione del caso.

In base ad essa decido se confermare la prescrizione o se cambiare il rimedio o la sua potenza.

Le reazioni del paziente in seguito alla somministrazione del rimedio ci confermano l’esattezza o meno della prescrizione.

In generale una buona prescrizione determina miglioramento:

  • dei sintomi e della patologia
  • delle produzioni zootecniche degli animali di allevamento,
  • delle condizioni generali: appetito, vivacità, vita di relazione, quindi in generale del benessere.

Alla visita di controllo si valuterà il follow-up sia dal punto di vista clinico che di laboratorio.

Se l’articolo ti è interessato, puoi leggere per esempio il caso clinico di Gilda, setter inglese affetta da attacchi di panico.

Le essenze floreali australiane e il loro utilizzo in medicina veterinaria

I Fiori Australiani sono essenze che provengono dal “bush” australiano, già usati dagli aborigeni 3000 anni fa.

La floriterapia ha una lunghissima tradizione nel trattamento delle emozioni:

  • Gli antichi egizi e Paracelso raccoglievano la rugiada dai fiori per curare i malati.
  • In Sudamerica gli indigeni usano da sempre l’acqua per trattare le emozioni: se devono trattare la rabbia usano l’acqua dalle tempeste, per problemi di antica origine usano invece l’acqua estratta da un pozzo profondo.
  • Nei templi buddisti malesi e tailandesi si insegnava a curare i malati coi fiori.
  • Gli aborigeni bevevano l’acqua contenuta nei fiori per trattare malesseri di diversa origine.

Al giorno d’oggi le essenze floreali sono utilizzate in Australia anche in diversi ospedali.

Proprietà terapeutiche della floriterapia

Ogni essenza floreale ha le proprie virtù terapeutiche.

Agiscono delicatamente, ma in profondità, lavorando sulle emozioni e sui sintomi clinici ad esse collegate.

Hanno innumerevoli sfaccettature per ogni aspetto emotivo.

Per esempio, un animale pauroso può avere:

  • preoccupazione continua
  • paure assillanti, piccole ma insistenti
  • diffidenza e timidezza
  • terrore senza controllo, paralizzante, panico
  • insicurezza caratteriale, magari causata dal distacco prematuro dalla mamma
  • insicurezza causata da traumi subiti e mai superati
  • mancanza di coraggio
  • paura dell’interazione sociale
  • può essere stato abbandonato e avere la sensazione di essere rifiutato ogni volta che resta solo.

Ogni sfumatura ha il suo fiore: riconoscendola possiamo aiutare in profondità il nostro amico a superare la propria paura e a vivere più serenamente.

Ferite emotive e malattia

La medicina tradizionale non considera pensieri, emozioni, sentimenti. Ma ormai è universalmente riconosciuto che le alterazioni emotive portino a disequilibri psichici e fisici.

Molte malattie possono essere prevenute facendo attenzione ai segni premonitori.

Se li ignoriamo, le ferite emotive non sanate diventano croniche e possono tradursi in malattie fisiche o psichiche.

È necessario distogliere lo sguardo dal sintomo e concentrare l’attenzione più in profondità.

Come funzionano le medicine vibrazionali?

Per la fisica quantistica gli oggetti che percepiamo come materia fisica sono in realtà energia vibrante.

L’organismo è concepito come un campo energetico specializzato:  attraverso questa rivoluzione concettuale si può spiegare il funzionamento delle medicine vibrazionali (floriterapia e omeopatia). La loro energia vibrante entra in risonanza con l’energia di chi le assume.

Un esempio per capire questa nuova concezione della materia è offerto dal tornado: è energia pura, reso visibile solo da quello che solleva. Se togliessimo la polvere trasportata non vedremmo più nulla, ma non potremmo lo stesso passarci in mezzo e gli effetti devastanti sarebbero evidenti.

Animali ed emozioni

Gli animali,  che sono più collegati di noi alle origini e agli istinti, percepiscono il campo elettromagnetico di un altro essere che si avvicina, esattamente come le nostre sensazioni a pelle.

Perché ci sono tanti animali ansiosi, paurosi, non equilibrati dal punto di vista psicologico?

Perché, purtroppo per noi e per loro, vivono in un sistema tossico: siamo tutti di corsa e stressati, tesi e spaventati, gli animali sono spugne emozionali e ne risentono.

Per fortuna la floriterapia può essere molto utile nel trattamento delle emozioni.

Come si usano i fiori?

Le essenze floreali sono uno strumento terapeutico semplice, efficace, maneggevole e si usano:

  • in prevenzione
  • in terapia

Sono utili per:

  • chi soffre
  • per chi vive con chi soffre
  • chi cura

Indicati in tante situazioni:

  • in prevenzione
  • per soggetti con comportamenti equilibrati
  • a pazienti con patologie
  • in caso di disagi emotivi
  • in associazione alle altre terapie: non ci sono interazioni nocive con nessun altro farmaco o rimedio.

Sono completamente privi  di effetti collaterali.

Velocità e tipo di azione

Una domanda che mi viene rivolta spesso riguarda la velocità d’azione. Le essenze floreali utilizzate in acuto sono velocissime, se il disagio è cronico, ovviamente impiegano un tempo maggiore.

Un’ultima caratteristica della medicina energetica che la differenzia dal farmaco chimico è che il suo effetto è modulatorio, cioè riporta alla normalità o all’equilibrio.

Ti faccio l’esempio del Flannel Flower che lavora sulle emozioni legate al contatto fisico. È un’essenza utile  sia ai soggetti che temono e rifiutano il contatto sia agli  iperattivi che leccano e toccano in continuazione e non si staccano mai. Quindi la sua parola chiave è contatto, modulando sia la difficoltà che l’eccessiva necessità.

Se l’articolo ti ha interessato, puoi leggere il caso clinico di Geppo, per capire come possano funzionare in pratica le essenze australiane in medicina veterinaria.

Qual è la dieta migliore nello svezzamento e nella crescita di cuccioli e gattini?

Oggi ti parlo delle caratteristiche che dovrebbe avere la  dieta nei periodi dello svezzamento e della crescita di cuccioli e gattini.

Alimentazione, crescita e prevenzione

Sono momenti della vita molto delicati ed eventuali squilibri nutrizionali possono essere pericolosi e ripercuotersi sulla vita adulta.

Fornire la migliore alimentazione possibile ad un cucciolo ci offre la possibilità di  formare un adulto sano.

Possiamo infatti prevenire svariate patologie tra cui

  • alterazioni ossee, articolari e displasie,
  • diverse malattie infiammatorie del tratto digerente,
  • diabete e obesità
  • malattie degenerative dell’adulto.

Obesità e aspettativa di vita

L’obesità è un fenomeno in drammatico aumento: numerosi studi dimostrano che l’obesità di cani e gatti varia tra il 40 e il 60% dei pets nei diversi paesi.

Uno studio scientifico effettuato sui labrador ha correlato la vita media dei cani sovrappeso con quelli normopeso.

La differenza era di quasi due anni: i cani normopeso vivevano ben 22 mesi in più rispetto a quelli sovrappeso.

Altri studi hanno correlato l’obesità infantile ad un maggior rischio di sviluppare tumori in età adulta, per esempio il tumore mammario e quello della vescica.

All’obesità è legato un considerevole aumento dei casi di osteoartrite, diabete, ipertensione,  malattie infiammatorie e degenerative, con significativa riduzione dell’aspettativa di vita.

Diete industriali e casalinghe

Le diete industriali portano a favorire una crescita veloce con aumento di peso legato ad un gran numero di calorie, fornite da carboidrati e legumi.

Sviluppano quei cuccioli rotondetti, molto simpatici e teneri da vedere: è però dimostrato da svariati studi che i cuccioli magrolini saranno adulti più sani rispetto a quelli cicciotti.

Se confrontiamo i fratelli alimentati con le crocchette con quelli alimentati con la dieta casalinga vediamo che crescono più rapidamente e sembra siano decisamente più grandi.

I fratellini più snelli e apparentemente più piccoli, crescono però meglio e raggiungeranno comunque nei tempi giusti gli standard di razza, anche se più tardi degli altri.

Obiettivi della dieta casalinga

L’obiettivo della dieta casalinga è quello di farli crescere in modo armonioso e lento, secondo quello che sarebbe lo sviluppo naturale dell’organismo rispettando i periodi di crescita dei vari tessuti.

Se non si eccede con le calorie e si fornisce un apporto equilibrato di proteine, grassi e i vari nutrienti necessari, consentiamo lo sviluppo prima del tessuto osseo, poi muscolare, per ultimo il tessuto adiposo.

Se forniamo invece energia in eccesso, questa comincerà da subito a depositarsi nel tessuto adiposo, con un aumentato rischio di obesità e di svariate patologie ossee e articolari, come le displasie.

In età adulta l’aumento di peso fa aumentare la dimensione delle cellule adipose, mentre in età infantile aumenta anche il numero delle cellule adipose, che resteranno in tale numero tutta la vita. Un cucciolo obeso sarà un adulto obeso e avrà una grande difficoltà a perdere peso.

Dieta e crescita

Una dieta correttamente bilanciata da un veterinario esperto in nutrizione offre un valido strumento di prevenzione. Consente di:

  • farli crescere lentamente e in modo armonioso
  • prestare grande attenzione allo sviluppo del microbiota: fornire variabilità alimentare è la parola chiave perché la flora intestinale sia salda e stabile, mentre il cibo monotono riduce la quantità e la qualità dei batteri del tratto digerente
  • se pensiamo di sterilizzare gli animali, sarà di grande aiuto passare al cibo fresco, per regolare al meglio l’appetito e diminuire il rischio di obesità e diabete. La castrazione comporta aumento di peso e della richiesta di cibo associate a diminuzione del desiderio di attività fisica.

Ricordiamo che tra i 6 e i 12 mesi l’animale rallenta drasticamente la crescita: bisogna quindi adeguare la razione alla curva di crescita.

Importante anche non cominciare troppo presto lo svezzamento, sia per non aumentare la velocità di crescita sia perché comporta un minor rischio di sviluppare allergie e intolleranze alimentare.

Se possibile, in relazione anche alla salute della madre e al numero di cuccioli, aspettare le 4 settimane di vita prima di introdurre cibo solido.

Non solo cibo…

Ovviamente sarà necessario porre attenzione ad altri aspetti dello sviluppo:

  • associando un’attività fisica corretta, anche dei gattini, combattendo la noia con un adeguato arricchimento ambientale
  • Aiutandoli a svilupparsi psichicamente e mentalmente al meglio (lo sviluppo neuronale avviene ancora in questa fase).  Le esperienze dei primi periodi della vita influenzano il sistema endocrino, anche l’alimentazione scorretta può essere una causa di stress.
  • Se abbiamo più cuccioli, usiamo da subito ciotole separate per controllare l’assunzione del cibo di ogni cucciolo e per evitare di incoraggiare voracità e aggressività legata al possesso della “risorsa cibo”.

Va prestata infine anche molta attenzione alla scelta dei premi: nell’età dello svezzamento e della crescita ne utilizziamo molti per aiutare i cuccioli e i gattini nella fase di apprendimento.

Devono essere di buona qualità e molto appetibili (perché valga la pena di sforzarsi ad imparare per riceverli!).

Controllate sempre che non ci siano coloranti: alcuni studi riportano la correlazione dei coloranti con una sindrome di deficit dell’attenzione e con iperagitazione simile ai disturbi dell’apprendimento e della concentrazione che si riscontrano nei bambini.

Se ti interessa leggere altri articoli, consulta il mio blog

Buona giornata e a presto!

Emanuela Madia